Nuovi guai in vista per Apple, Greenpeace infatti ha dichiarato che il nuovo data center di Apple utilizzerebbe troppe fonti fossili, e quindi sarebbe inquinante. Sotto accusa sono iCloud e il sistema di archivio virtuale della Mela considerando che secondo Cisco, entro il 2015 il 34%del traffico Internet passerà attraverso la nuvola.
Greenpeace non si è fermata alla sola Apple, infatti ha elaborato una mappa delle server farm delle più grandi aziende statunitensi , stilando una classifica delle aziende in base a quanto, del loro consumo energetico totale, derivi da fonti fossili.
Se è vero che Facebook e Google si stanno impegnando nell’utilizzo di fonti rinnovabili, a discapito di quelle fossili, costruendo server farm nei dintorni del circolo polare artico, Apple ancora una volta pare faccia orecchie da mercante su questo argomento.




La crescente diffusione del cloud computing, determinerà un aumeto di spesa per i datacenter (server, storage e dispositivi di networking), che nel 2011 dovrebbe raggiungere i 98,9 miliardi, in crescita del 12,7% rispetto allo scorso anno. Le previsioni per il 2012 sono 106,4 miliardi fino ad arrivare a 126,2 miliardi nel 2015.
Uno studio di Gabriel Consulting Group evidenzia la necessità di standard di sicurezza chiari e prioritizzazione
Mountain View si fa trasparente sul consumo energetico dei suoi data center e il corrispondente contributo di anidride carbonica all’inquinamento globale. L’efficienza aiuta a ridurre i consumi, così come il cloud computing per le aziende
