Una statistica sull’audience dei media negli ultimi vent’anni ha dimostrato come internet non abbia causato un calo nei profitti. Anche se la ricerca si riferisce al mercato statunitense, anche in l’Europa e in l’Italia in particolare, i dati dovrebbero essere confermati.
Secondo Todd Juenger, vice-presidente di Bernstein, una società d’analisi di Wall Street, dal 1990 al 2010 la TV ha perso diversi spettatori, però gli introiti sono aumentati. A subire i maggiori danni per la crescita del web, è stata ad esempio l’editoria, che solo dal 2005 ha perso la bellezza di 28 milioni di miliardi di dollari e le radio che hanno perso 5 milioni di miliardi di dollari.




Tre fratelli tedeschi, nel 1996 si sono trasferiti negli Stati Uniti per apprendere i segreti della Silicon Valley, e per pubblicare la loro tesi di laurea sulle startup in California. Al termine del lavoro, tornano in Germania, e iniziano un vero e proprio lavoro di taroccaggio ai danni dei grandi del Web. La prima azienda ad essere coinvolta è stata eBay, che si e ritrovata costretta a comprare il proprio clone made in Germany per ben quaranta milioni di dollari.
Storia di economia e di tempi moderni. Qualcosa è cambiato in tema di pubblicità: se la carta stampata ormai piange e non certo da oggi, l’online vola, e come se vola! La marcia di internet infatti pare inarrestabile mentre il declino degli organi di stampa tradizionali appare sempre più netto, televisione compresa che comunque rimane al primo posto per introiti. In un mercato che vede “girare” 9 miliardi, la tv ne acquisisce la metà, internet ad oggi circa 1 miliardo. Ma i dati di previsione per il 2012 lasciano immaginare qualcosa di altamente innovativo, rivoluzionario, con una crescita per l’online stimabile del 10/15% al punto da superare tutti gli altri media, dalla radio alla carta stampata. Tutto questo lo dice un’indagine firmata Lab, associazione di Advertising interattivo.
Si sa che amministrare dei
La vendetta del web verso lo scandalo Murdoch sembra non aver fine. Dopo l’articolo ‘satirico’ che annunciava la morte del magnate australiano più ricco al mondo per una overdose di droghe – a stretto giro dal rilascio delle credenziali di accesso di molti editor legati ai quotidiani di News Corporation – ecco l’attacco alla privacy dei lettori.
