Un bug nella piattaforma di Facebook avrebbe permesso di accedere a foto private di altre persone, utilizzando la funzione “Segnala Abuso” di Facebook infatti era possibile visualizzare le foto personali, private e nascoste che normalmente dovrebbero essere protette. A farne le spese per primo sarebbe stato proprio il fondatore e CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, dal quale profilo sarebbe infatti stata prelevata l’immagine. Purtoppo per gli stalker il trucco non funziona più. Infatti Facebook è corsa subito ai ripari garantendo che la cosa non succederà più.
Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook torna a parlare del suo diretto concorrente Google+ sostenendo di non sentirsi affatto minacciato dalla crescita del social network dell’azienda di Mountain View.
A domanda Zuckerberg ha risposto: Google è una grande azienda e tutti vogliamo guardare a lei ed imparare qualcosa da tutto quello che fa. Allo stesso tempo, però, le persone hanno già condiviso moltissimo su Facebook ed hanno già detto moltissimo sulle loro vite. Siamo convinti che quello che abbiamo noi sia lo strumento migliore per fare queste cose.
Effettivamente quello che Zuckerberg ha dichiarato è la sacrosanta verità, avere diversi anni di vantaggio rispetto a Google+ è indubbiamente un vantaggio considerevole, ma bisogna anche considerare la velocità con cui a Mountain View stanno aggiornando e migliorando il loro social network.
Username e Activity sono due nuove schede per l’interfaccia web di Twitter: già apparse sui profili d’alcuni utenti che utilizzano la versione in lingua inglese somigliano a Mini Feed e News Feed di Facebook. In un certo senso, almeno sulla carta, dovrebbero funzionare meglio degli originali per il social network di Mark Zuckerberg.
La prima scheda, Username, riporta una lista d’attività effettuate dagli altri utenti coi propri aggiornamenti di stato. Menzioni, preferiti, retweet, nuovi «seguaci» del proprio account: è paragonabile al Mini Feed che Facebook mostra sulla pagina dei profili personali. La seconda, Activity, elenca le attività dei propri contatti.
Facebook mette al bando l’anonimato: il social network impone la registrazione di nomi veri contro bullismo e molestie con il benestare di Google.
A parlare è Randi Zuckerberg, direttore marketing di Facebook nonché sorella del suo fondatore Mark, che in una nota ha dichiarato guerra al bullismo su Internet mettendo in campo una serie di azioni per evitare che chi sbaglia non paghi. D’ora in poi il social network più famoso del mondo chiederà ai suoi utenti di registrarsi con il loro vero nome e la propria e-mail personale. Porre fine all’anonimato, stando alle parole della Zuckerberg, potrebbe aiutare a mettere un freno al bullismo e alle molestie su Internet.


