Si apre un nuovo capitolo nella battaglia legale tra Yahoo e Facebook. Questa volta Yahoo ha puntato il dito definendo i brevetti di Facebook infangati. Yahoo sostiene che i brevetti di Facebook non sono validi, non sono eseguibili e/o nulli a causa del mancato rispetto dei requisiti dati dalle leggi sui brevetti degli Stati Uniti.
Inoltre, molti, se non tutti, di questi brevetti sono stati acquistati da Facebook con l’obiettivo di usarli contro Yahoo!, e Facebook avrebbe comprato e imposto questi brevetti infangati da una condotta iniqua.




Molti dei siti più trafficati che usano HTTPS, secondo una ricerca, risultano essere insicuri. Il Trustworthy Internet Movement (TIM), che si è occupato della ricerca è un movimento no-profit capitanato da esperti e ricercatori che provengono da Google, Twitter, PayPal ed altre aziende del settore.
Proprio ieri stavamo parlando dell’uscita di Google Drive il nuovo servizio cloud di Google ed ecco che Dropbox, dimostrando indifferenza totale, offre la seconda feature inaspettata della settimana. E’ stato presentato l’upload automatico delle foto su PC e Mac ed una pagina Foto tutta nuova.
E’ ufficiale, Google Drive diventerà una parte integrante di Chrome OS. A rivelarlo è stato Scott Johnson, definendolo un piano molto sensato per un sistema operativo basato sul cloud computing.
Per Facebook, manca veramente poco al raggiungimento del milione di utenti, infatti sono ben 901 milioni di iscritti, con un incremento del 33% rispetto allo scorso anno. Questo dato, dal punto di vista pratico significa che il 13% della popolazione mondiale è su Facebook ed ha creato qualcosa come 125 miliardi di legami virtuali, producendo un totale di 3.2 miliardi di “like” e commenti ogni giorno. Davvero impressionante.
Il sito
Google ha messo a punto un altro strumento di analisi, più dettagliato e dedicato esclusivamente alla posta elettronica. Gmail Meter, è questo il nome nuovo servizio è uno script di Google Apps, sviluppato dal Top Contributor Romain Vialard, che viene eseguito il primo giorno di ogni mese e vi invia una mail con tutta una serie di statistiche relative alle vostre abitudini in Gmail.
Nuovi guai in vista per Apple, Greenpeace infatti ha dichiarato che il nuovo data center di Apple utilizzerebbe troppe fonti fossili, e quindi sarebbe inquinante. Sotto accusa sono iCloud e il sistema di archivio virtuale della Mela considerando che secondo Cisco, entro il 2015 il 34%del traffico Internet passerà attraverso la nuvola.
Grafica nuova e accativante in grado di far conoscere ai visitatori una panoramica completa dei servizi offerti.
